La vocazione sotterranea di Catanzaro

ElleNistico

Storia bicentenaria dell’acquedotto del Visconte

Sulla strada del Visconte Sulla strada del Visconte

Il genius loci è imprevedibile e originale. Seguendo imperscrutabili trame, ama esprimersi come gli suggeriscono i venti, il profilo dei monti,  lo scintillio del mare. Forse troppa bellezza può abbagliare, oppure intimorire, e, anche, discretamente consigliare. In luogo di realizzare il meglio di sé verso l’alto, può suggerire di esprimere prova di pratica virtù dal suolo in direzione opposta, in basso, laddove, nella lontananza dei tempi, divinità occulte disponevano del bene e del male, della vita e della morte. Vi regnavano la fervida Demetra, protettrice delle messi, e il corrucciato Ade, signore degli Inferi, e li univa la moglie di lui, Persefone, che della prima era amica e complice. Di questo mondo buio, nascosto agli occhi dei più, rimangono tracce.  Sono grotte, camminamenti, gallerie, sbocchi, pozzi, labirinti. Il genius, talvolta, le discopre, le ama e le copia. Coglie al volo…

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Catanzaro

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<> ? ? ? La regione Calabria Località Balneari della Calabria ? Province della Calabria ? ?  Provincia di Catanzaro Galleria  di immagini,  di alcune cose, fra le più  importanti da visitare  Cliccare sulla foto per…

Igor Mitoraj: oltre la forma modernamente classica (prima parte – a cura di C.Piazza e A.Greco)

igor_mitoraj_3COMMUNITY ARTISTICA CULTURALE “IL NOSTRO IMMENSO PATRIMONIO ARTISTIO CULTURALE” GOOGLE+ profilo personalizzato  in connessione con ARTE.IT online MAPPARE L’ARTE IN ITALIA notizie e informazioni d’arte con scheda personale              INVITO in Allegati: *IGOR MITORAJ*  Pittore Scultore Polacco 26 MARZO 1994 OEDERAN,SASSONIA,GERMANIA schede artistiche  ARTE.IT  +6 OTTOBRE 2014 *CELEBRAZIONI III° ANNIVERSARIO DELLA MORTE* GRAZIE pittrice Susanna Galbarini Sito online Sito online “PITTURARTISTICA”

Il sasso nello stagno di AnGre

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Igor Mitoraj nasce a Oederan in Germania, da genitori polacchi, nel 1944; dopo gli studi all’Accademia di Cracovia, sotto la guida del grande pittore, scenografo e regista Tadeusz Kantor, prosegue gli studi a Parigi e rimane affascinato dalla cultura Precolombiana, al punto di decidere di trasferirsi per un anno in Messico. Al suo ritorno a Parigi nel 1974, dopo aver ottenuto importanti riconoscimenti, decide di dedicarsi a tempo pieno alla scultura. Trascorre lunghi periodi tra New York e la Grecia e sono questi i viaggi che risulteranno determinanti e gli faranno toccare i due estremi, la modernità e la classicità.

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Nel 1983 si traferisce in Toscana, dove scopre, prima a Carrara e poi in Versilia, il marmo e il bronzo come materiali ideali. Apre uno studio a Pietrasanta (senza abbandonare quello di Parigi) e in Italia realizza molte esposizioni con opere anche in permanenza all’aperto, tra le quali quelle esposte…

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La scoperta dell’America (Dipinto )

494px-Portrait_of_a_Man,_Said_to_be_Christopher_Columbus_2                                             Foto-RITRATTO : CRISTOFORO COLOMBO 1519 – *SEBASTIANO LUCIANI detto SEBASTIANO DEL PIOMBO*  1485 VENEZIA +21 GIUGNO 1547 ROMA,LAZIO

COMMUNITY ARTISTICA CULTURALE “IL NOSTRO IMMENSO PATRIMONIO ARTISTICO CULTURALE* GOOGLE+ profilo personalizzato INVITO in Allegati : *RICORRE 525°ANNIVERSARIO SCOPERTA D’AMERICA* 11-12-OTTOBRE 1492 GRAZIE pittrice Susanna Galbarini Sito online “PITTURARTISTICA”

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Un’altra AVVENTURA che ha cambiato il mondo: La scoperta dell’America.

Dipinto di Salvador Dalì

@ Orofiorentino

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UN MEGALODONTE ATTACCA UN PLATIBELODONTE

COMMUNITY ARTISTICA CULTURALE “IL NOSTRO IMMENSO PATRIMONIO ARTISTICO CULTURALE” GOOGLE+profilo personalizzato INVITO in Allegati;”IL NOSTRO INESTIMABILE PATRIMONIO NATURALE” Le specie a rischio o in via d’ Estinzione e specie Estinte :  GRANDE SQUALO BIANCO “MEGALODON”     GRAZIE                           pittrice Susanna Galbarini Sito online “PITTURARTISTICA”

 

 

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Slide-Show : MEGALODON PREISTORICO, UN GRANDE SQUALO BIANCO Metri 19-20    MEGALODONTE,IL PIU’ GRANDE SQUALO MAI ESISTITO

 

 

La Macchina del Tempo

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L’illustrazione scientifica di Julius Csotonyi apparsa di recente sulla rivista Wired, mostra un tipo di comportamento inusuale del C. Megalodon causato dello stress indotto dal riscaldamento dei mari, che occasionalmente, lo spingeva a cacciare dei mammiferi adulti in acque poco profonde dove abitualmente le femmine vi si recavano per la riproduzione. Questo squalo, estintosi probabilmente a causa del cambiamento della temperatura dei mari, poteva raggiungere i 19/20 metri di lunghezza ed è considerato il predatore più temuto e più grande esistito nella storia dei vertebrati vissuto nell’Era Cenozoica: 28 -1,5 milioni di anni fa.

Fonte

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Castello di Prata Sannita

COMMUNITY ARTISTICA CULTURALE “IL NOSTRO IMMENSO PATRIMONIO ARTISTICO CULTURALE” GOOGLE+profilo personalizzato   INVITO in Allegati: BORGO MEDIEVALE CINTA MURARIE E CASTELLO ANGIOINO edificato nel IX° Secolo e ricostruito nel XV° Secolo, PRATA SANNITA,CASERTA ,CAMPANIA.  GRAZIE.                                                  pittrice Susanna Galbarini     Castello di Prata SannitaSito online “PITTURARTISTICA”

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Castello di Prata SannitaIl Castello di Prata Sannita  fu edificato per la prima volta nel IX secolo, il castello di Prata fu distrutto nel 1134 e fu interamente ricostruito nel XV secolo tipico dell’architettura angioina, quando il feudo di Prata pervenne ai Pandone che dotarono il Borgo di un muro di cinta a protezione dell’abitato.
Castello di Prata Sannita
Nel corso del IX secolo nacque il borgo come vero e proprio agglomerato fortificato: a causa delle continue invasioni, infatti, la popolazione si trasferì su un’altura difficilmente accessibile. Al fine di rendere ancora più sicura la difesa del borgo, vennero costruite le torri e la cinta muraria e, nello stesso tempo, i signori longobardi costruirono il primo nucleo del castello che venne ampliato, fortificato e ristrutturato nel secolo XIV, sotto la dinastia dei conti Pandone.
Castello di Prata Sannita
Le famiglie che si sono succedute nel possesso del castello e della Baronia e che hanno dato lustro a alla terra di…

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Jean de Boulogne (Giambologna), Il ratto della Sabina – sassi d’arte

COMMUNITY ARTISTICA CULTURALE IL NOSTRO IMMENSO PATRIMONIO ARTISTICO CULTURALE” Google+ INVITO inAllegati : JEAN DE BOULOGNE o GIAMBOLOGNA Scultore Fiammingo 1529 DOUAI, FRANCIA +13 AGOSTO 1608 FIRENZE , TOSCANA e il “COLOSSO DELL’APPENNINO” 1580 PARCO MEDICEO DI PRATOLINO VILLA DEMIDOFF ,VAGLIA DI PRATOLINO, FIRENZE,TOSCANA *CELEBRAZIONI* §325°ANNIVERSARIO DELLA MORTE§ GRAZIE pittrice Susanna Galbarini

Il sasso nello stagno di AnGre

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Jean de Boulogne (Giambologna), Il ratto della Sabina – a cura di Giorgio Chiantini

Nel gennaio de 1583 il popolo fiorentino accorse in piazza della Signoria, ancora una volta chiamato ad ammirare una nuova scultura che si andava ad aggiungere alle creazioni artistiche, passate e recenti, che tanto avevano contribuito allo sviluppo dell’orgoglio civico. Nella più importante piazza cittadina, emanazione in marmo e pietra del potere mediceo, sotto le arcate della loggia dei Lanzi, fu scoperto il gruppo noto come “Il ratto della Sabina”, opera del fiammingo Jean de Boulogne (Douai, 1529 – Firenze, 13 agosto 1608), italianizzato in Giambologna.

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Invitato a Firenze dal collezionista Bernardo Vecchietti, l’artista fiammingo riuscì infatti ad accattivarsi il favore del principe grazie al suo stile dinamico ed elegante, anche se la spietata concorrenza di Baccio Bandinelli e Benvenuto Cellini gli impedì inizialmente di ottenere grandi commissioni pubbliche. A partire dal 1565, però, egli divenne…

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Ponte Emilio o ponte Rotto

COMMUNITY ARTISTICA CULTURALE “IL NOSTRO IMMENSO PATRIMONIO ARTISTICO CULTURALE” GOOGLE+ profilo personalizzato  INVITO in Allegati: *ROMA CITTA’ ETERNA” 2770 ANNI                                                         DSCN9816                      Foto :PONTE EMILIO o ROTTO  Costruito in legno nel 179 a.C. PRIMO PONTE IN MURATURA nel 241 a.C.

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Ponte rotto 1La necessità di costruire un nuovo ponte, in muratura ben solido, da affiancare al ponte Sublicio che era inadatto al passaggio dei carri e del materiale pesante proveniente dalle cave di tufo di Monteverde, si fece sentire in tutta la sua necessità nel 193 A.C, in seguito alla violenta inondazione del tevere. Ce ne dà notizia Tito Livio, quando scrive che la calamità fu più devastante di quella dell’anno precedente, infatti recò danni gravissimi ai molti edifici nei dintorni della porta Flumentana e rovesciò due ponti, proprio il Sublicio e quello che si chiamerà Emilio, ambedue costruiti in legno.

Ci vollero perciò le inondazioni, sempre più dannose, e le lusinghiere condizioni politiche ed economiche a far si che le autorità preposte nel 179 A.C si decidessero ad affidare l’incarico della costruzione del ponte ai censori Marco Emilio Lepido e Marco Fulvio Nobiliore, gli stessi che…

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La cupola della chiesa di Sant’Andrea della Valle: la prima cupola barocca di Roma – sassi di arte

COMMUNITY ARTISTICA CULTURALE “IL NOSTRO IMMENSO PATRIMONIO ARTISTICO CULTURALE” Google+ INVITO in Allegato ARTE.IT: CROCIFISSIONE. MARTIRIO,SEPOLTURA DI SANT’ANDREA 1650-1651 Affresco CHIESA SANT’ANDREA DELLA VALLE ROMA ,LAZIO MATTIA PRETI detto IL CAVALIERE CALABRESE Pittore 23 FEBBRAIO 1613 TAVERNA,CATANZARO +8 GENNAIO 1699 LA VALLETTA,ISOLA DI MALTA GRAZIE pittrice Susanna Galbarini Sito online http://PITTURARTISTICA.IT

Il sasso nello stagno di AnGre

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La cupola della chiesa di  Sant’Andrea della Valle (Roma)

La chiesa di S. Andrea della Valle è una delle massime espressioni dell’arte del XVI secolo a Roma; un edificio che rappresenta in pieno lo spirito controriformista, caratterizzato anche dalla chiesa del Gesù e dalla Chiesa Nuova. Notevole è la decorazione interna, soprattutto grazie ai capolavori del Domenichino e del Lanfranco.

Cupola S. Andrea della ValleIl progetto della chiesa inizialmente  fu affidato a Francesco Grimaldi, assistito dal Della Porta, e nel 1591 fu posta la prima pietra; successivamente, dal 1608, l’impresa fu affidata a Carlo Maderno e fu proprio quest’ultimo ad innalzare la cupola, nel 1620, la più grande di Roma dopo quella di S. Pietro. Maderno progettò anche la facciata, ma nel 1655 si preferì il nuovo progetto di Carlo Rainaldi, in parte modificato da Carlo Fontana.
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La facciata di S. Andrea è comunque una delle più belle di Roma, anche grazie ad alcune soluzioni innovative, tra cui…

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