Il Castello e gli Sforza: la “Grande Bellezza”

COMMUNITY ARTISTICA CULTURALE”IL NOSTRO IMMENSO PATRIMONIO ARTISTICO CULTURALE” in Allegato :”LEONARDO OLTRE LEONARDO” CASTELLO SFORZESCO – IL PERGOLATO NELLA SALA DELLE ASSE MILANO LOMBARDIA Nella foto: Isabella d’Aragona ? (disegno)

Passipermilano

Il Castello, sotto gli Sforza, entra nel suo periodo d’oro e diventa simbolo e immagine del Potere.

Castello-Sforzesco-Milano

Il passaggio del Ducato dai Visconti agli Sforza era stato malvisto da alcune delle grandi potenze europee, che vantavano diritti su Milano per via di matrimoni o di “fidanzamenti”. Anche Bianca Maria, ad esempio, era stata promessa a diversi pretendenti di illustri casate, ma il Biscione aveva preferito continuare la sua discendenza attraverso una stirpe di valorosi condottieri, veri “signori della guerra”, come Francesco Sforza.

nozze fs e bmv matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti

Alla morte dell’ultimo Visconti era stata proclamata la Repubblica Ambrosiana e il Castello in parte abbattuto.

Vessillo_della_Repubblica_Ambrosiana_(1447-1450) vessillo della Repubblica Ambrosiana

Milano Ambrosiana insegna della Repubblica Ambrosiana

In un clima di grande incertezza politica, Francesco strinse Milano in un assedio, come un serpente che avviluppa e stritola senza colpire.

gioco_oca_grande

Milano si consegnò a Francesco; il nuovo Duca pensò subito in grande, per costruire un’immagine forte della…

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ARTE:Biagio Mercadante: un uomo,un artista

Torraca.....tra natura,arte e sapori

Il  primo articolo dedicato all’arte e agli artisti torrachesi, voglio dedicarlo a un pittore ormai scomparso negli anni ’70 del secolo scorso: Biagio Mercadante. Si tratta di un pittore abbastanza noto in Italia e all’Estero, che ha dato e continua a dare lustro  alla nostra piccola comunità,attraverso le sue meravigliose e impareggiabili tele. Grazie Biagio!

Biagio Mercadante nacque a Torraca il 12 maggio 1892 e vi morì il 30 agosto 1971.

"autoritratto",1928 “autoritratto”,1928

Frequentò le scuole elementari nel paese natìo, meravigliando il suo maestro per la bravura nell’arte del disegnare, il quale profetizzò che un domani sarebbe diventato un “qualcuno”. Amò la sua terra, la sua gente e la sua collina, che dall’alto dominava il Golfo di Policastro. Fin dall’adolescenza amò la pittura che rifletteva la vita del paesaggio natìo, la sua bellezza, la gente al lavoro nei campi.

A 10 anni debuttò nel campo dell’arte  con una tela singolare: dipinse…

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