Al lavoro per Piccolomini e il suo altare senese

Michelangelo Buonarroti è tornato

Era il giugno del 1501 se ricordo bene quando il cardinale Francesco Todeschini Piccolomini volle affidarmi una commissione: quattordici sculture da inserire nell’altare che già aveva realizzato per lui Andrea Bregno. A dire il vero scolpire figure aventi dimensioni inferiori a quelle naturali non era proprio che m’andasse a genio. Se avessi saputo che da lì a poco avrei ricevuto ben altre commissioni probabilmente non avrei nemmeno accettato. Dato che però non si può prevedere mai ciò che accadrà il giorno dopo, accettai e mi misi subito all’opera per soddisfare le richieste del cardinale.

Piccolomini voleva a tutti i costi che il suo altare fosse realizzato nello spazio di pertinenza all’Arte dei Calzolai all’interno della navata sinistra del Duomo di Siena. Loro dopo un po’ di pressioni accettarono di cedere il posto al cardinale a patto che gli comprasse un altro spaio all’interno della Chiesa. Altro spazio libero però non ce…

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